Gli ambienti animali.

Gli ambienti animali.

agosto 10, 2018 0 Di SofiaAntico

Gli ambienti animali

I mondi sconosciuti ed invisibili di Jacob Von Uexküll

Gli ambienti nascono da una rottura, da una frattura di un’unità. Ciò che prima era Uno si scinde, la compattezza originaria di un bocciolo inizia a schiudersi, e innumerevoli petali lentamente si vanno separando, scoprendo e creando lo spazio circostante. Una moltitudine di occhi rivendica la sua prospettiva, e ciò che fino ad allora non aveva conosciuto analisi, domanda e dubbio si ritrova inaspettatamente osservato. È la distanza che separa l’essere dal mondo, o meglio gli esseri e il mondo esterno.

Vi è la singolarità, il singolo, il punto di vista esistenziale, e vi è il mondo che lo circonda, che lo immerge,sommerge e sostanzia, un mondo a sua volta formato da individui, da oggetti e vuoti, un mondo plurale, complesso e multiforme, infinitamente scomponibile e sezionabile che, tuttavia, conserva imperituro una sua unità, a dispetto del punto di osservazione, di analisi, di prospettiva che viene impugnato.

Il mondo contiene al suo interno differenti ambienti, l’ambiente ha una sostanza quasi relazionale: le sue caratteristiche dipendono sempre dall’interazione del singolo soggetto con il mondo. Le diverse strutture del soggetto infatti carpiscono alcuni elementi dal caos, da quell’unità multiforme, facendone risaltare una sola prospettiva, una singola visione, semplice o complessa che sia.

…è possibile comprendere la prima asserzione fondamentale della teoria dell’ambiente: tutti i soggetti animali, i più semplici come i più complessi, sono adatti al loro ambiente con la medesima perfezione. All’animale semplice fa da contraltare un ambiente semplice, all’animale complesso un ambiente riccamente articolato.”

Il mondo perde nuovamente di unità, e si scopre infinitamente malleabile, contenente tanti ambienti quanti sono gli occhi e gli sguardi che ospita. Ogni creatura vive in un ambiente differente, e gli ambienti a loro volta si intersecano, si sovrappongono senza mai coincidere, e non vi è un ambiente più vero di un altro, non ve ne è uno autentico.

Fu Immanuel Kant il primo a minare la stabilità di un mondo statico, offerto alla mente umana come una preimpostata dimora da osservare e studiare. Il mondo, l’essere che ci circonda è tale grazie alle strutture interne della nostra ragione, sono le possibilità della nostra comprensione a determinarne la composizione, a fornire al mondo i canali della sua manifestazione.

Il biologo e zoologo estone Jacob Von Uexküll, basandosi anche sugli studi del filosofo di Königsberg fu il primo ad introdurre in biologia il concetto di ambiente. Il testo sul quale ci stiamo basando “Ambienti animali e ambienti umani. Una passeggiata in mondi sconosciuti e invisibili” delinea tutti quegli aspetti che, in unione, formano uno specifico ambiente; riccamente impreziosito da esempi tratti dalla vita animale, gli ambienti sono finemente tratteggiati, ognuno, rivendicando una propria originalità in base alla creatura che vi dimora.

Celebre è la descrizione del semplice ambiente di una zecca: “A questo punto accade qualcosa di meraviglioso. Di tutti gli agenti,fisici o chimici, prodotti dal corpo del mammifero, solamente tre, e in un preciso ordine, diventano stimoli. Nel mondo sterminato che circonda la zecca, tre stimoli brillano come segnali luminosi nell’oscurità… L’intero ricco mondo che circonda la zecca si contrae su se stesso, per ridursi a una struttura elementare, che consiste ormai essenzialmente di tre sole marche percettive e tre sole marche operative: il suo ambiente. Ma è proprio questa povertà dell’ambiente a determinare la sicurezza del suo comportamento: e la sicurezza è più importante della ricchezza”.

Ogni soggetto vivente possiede, secondo Uexküll, delle marche percettive e delle corrispondenti marche operative. Le marche percettive ci forniscono l’intera gamma degli stimoli che un animale può percepire, le marche operative invece consistono in tutte quelle azioni o reazioni operative che un soggetto può mettere in atto in risposta agli stimoli. Le marche percettive e quelle operative plasmano l’ambiente dell’animale, la tipologia di stimoli percepiti, i significati legati alle possibilità operative del soggetto creano mondi diversi, invisibili, ma allo stesso tempo tanto luminosi e pieni di meraviglia da risultare innegabili.

Gli ambienti non sono esclusivamente dei macro contenitori di oggetti, ma sono formati da uno spazio e da un tempo, queste dimensioni non sono strutture fisse e stabili “sovra-ambientali”, ma ineriscono ai differenti ambienti, e con loro variano e si fanno soggettive e particolari.

Tutti gli animali che possiedono i tre canali semicircolari dispongono di uno spazio operativo tridimensionale”. La tridimensionalità dello spazio non è dunque una caratteristica sostanziale e imprescindibile di quest’ultimo, ma una sua possibile e soggettiva modulazione.

…il tempo è un prodotto del soggetto. Il tempo considerato come successione di istanti cambia da un ambiente all’altro secondo il numero di istanti che i soggetti vivono durante lo stesso lasso temporale. Gli istanti sono unità temporali minime e indivisibili perché espressione di sensazioni elementari che chiameremo segni-istante… per gli umani la durata di un istante corrisponde a un diciottesimo di secondo”. Anche il tempo dunque non è univoco, ma può cambiare la sua unità minima di misura.

Sono molti i fattori che, secondo Uexküll, vanno ad arricchire e formare questi mondi sconosciuti e invisibili, fra questi vi sono i cosiddetti compagni di vita: essi consistono in individui che il soggetto percepisce come conspecifici, o comunque come figure importanti a livello relazionale-operativo nel suo ambiente. Vi sono compagni con funzione materna, compagni con funzione sessuale, dei compagni con funzione di gioco e così via, è interessante notare come il biologo riconosca che la selezione e la scelta di determinati compagni sia orientata da immagini percettive del soggetto che possono contenere elementi innati ma anche esperienziali. Fra una moltitudine di conspecifici e non delle figure spiccano luminose sugli altri, e assumono un significato lampante, che solo per il soggetto può essere colto e compreso appieno.

Altro elemento fondamentale per lo studioso sono gli ambienti magici, attraverso questa espressione egli va ad indicare tutti quei fenomeni, quei significati quelle esperienze non riconducibili ad alcuno stimolo esterno, ma formate da “libere interpretazioni percettive”, createsi nel corso di “esperienze individuali ripetute”: “ambienti nei quali si verificano fenomeni impressionanti, percepiti solo dal soggetto che li abita e che si riferiscono non a un fatto ma a un’esperienza soggettiva eccezionale”.

Le esperienze salienti del soggetto dunque non vanno semplicemente ad arricchire o impreziosire il suo ambiente, ma lo modulano, lo plasmano, lo sfigurano e modificano in modo sostanziale e reale.

Negli ambienti, dunque, esiste una realtà puramente soggettiva.” I confini fra oggettività e soggettività vengono meno, un confine che si poteva credere di possedere saldamente scompare: “ogni soggetto vive in un mondo nel quale esistono solo realtà soggettive: gli stessi ambienti non rappresentano altro che realtà soggettive. Chiunque ne contesti l’esperienza dimostra di non conoscere quelle che sono le fondamenta del suo stesso ambiente”.

È facilmente comprensibile quanto gli studi e le analisi di Uexküll possano essere centrali per un pensiero rivolto alla natura e al mondo animale svincolato da una visione antropocentrica. Non solo ogni specie animale abita un ambiente diverso da quello umano, ma ogni singolo soggetto possiede un suo unico, veritiero e autentico ambiente, dal quale è inscindibile, e senza il quale non può minimamente esser compreso. Sono e rimarranno, come riporta nel titolo il nostro autore “ mondi sconosciuti ed invisibili” e tali resteranno in forma assoluta, ma una passeggiata al loro interno è seppur difficile, possibile, nonostante la pluralità disarmante, la moltitudine, il caos, una loro lettura parziale ci è concessa, perché in qualche modo eccezionale gli innumerevoli ambienti ci circondano, ne siamo sommersi e composti. “Il ruolo che svolge la natura nei diversi ambienti è fortemente contraddittorio. Se si decidesse di mettere insieme tutte le varie proprietà oggettive che emergono a contatto con le varie realtà ambientali, non si avrebbe che caos. Nonostante ciò, un Uno si prende cura e di fa portatore di tutti gli ambienti: questo rimarrà eternamente inaccessibile.Dietro tutti i mondi cui ha dato origine si nasconde, infatti, un soggetto eternamente inconoscibile, la natura”.

Citazioni tratte dal volume “Ambienti animali e ambienti umani.Una passeggiata in mondi sconosciuti e invisibili” Jacob Von Uexküll, 2010, Quodlibet. Testo originale: “Streifzüge durch die Umwelten von Tieren und Menschen. Ein Bilderbuch unsichtbarer Welten”, 1934.