Un Metodo per l’educazione cinofila

Un Metodo per l’educazione cinofila

febbraio 19, 2019 0 Di SofiaAntico

Esiste un solo metodo per educare? Gli schemi e i comandi sono veramente utili?

Risponde un responsabile tecnico dei Centri Cinofili Abruzzesi:

Solitamente il web ci bombarda con messaggi sempre uguali che fanno riferimento alla differenza tra le varie figure professionali, un tentativo di render consapevoli sulle necessità del cane i futuri proprietari o i proprietari non educati e tutta una serie di frasi fatte pronte per presentare un progetto o un altro. Sicuramente utilissimo ma la figura del cane è sempre molto lontana. Se dovessi descrivere il mio lavoro, non cercherei delle aride competenze né degli schemi fissi e rigidi.
Il metodo è semplicemente un metodo, sia chiaro fondamentale, la base ma del resto è solo uno schema. Tutta una serie di indicazioni grigie, fantastiche disponibilità e confini ma pur sempre grigie se escludiamo il colore di ogni razza, di ogni esemplare, di ogni fase di vita di quell’esemplare come anche ogni giorno e la risoluzione di ogni situazione singola o più strutturata.
Il mio lavoro alla fine è solo uno, semplice.
Mettere il cane ed l’uomo nella condizione di avere una relazione il più consapevole, coerente e affidabile possibile.
Un lavoro che parte dal cane ma che lo da per scontato e tende a creare uno spazio di apertura sull’uomo.
Un lavoro che non può essere fatto in assenza di comunicazione, avrei difficoltà a fare lezione se non avessi possibilità linguistiche o lessicali che mi permettano di essere capito, ma il cane parla sempre la stella lingua ad ogni latitudine.
I comandi semplici o complessi sono solo forme fisiche se non sappiamo leggere e soprattutto rispettare lo stato d’animo di quel momento di entrambe le parti che si trovano al di la del guinzaglio. Utili per creare una comunicazione laddove c’è anche quella difficoltà ma decisamente non indispensabili in un percorso che tende a creare un binomio, anche se poi sono competenze che alla fine di un percorso fa sempre bene aver acquisto.
Non mi aspetto da nessun cucciolo di un mio cliente (e parlo di cuccioli per evitare la banalità della generalizzazione) che si metta in una posizione richiesta all’istante in un dato momento. Mi auguro piuttosto che la manifestazione esterna del suo stato d’animo sia compatibile con il momento o lavoro per affinare la cosa. Così un cucciolo che dorme a terra accanto ad un tavolo in un bar o in un ristorante è solo un cucciolo che vive quel momento con semplice consapevolezza di quel momento. Un bagaglio di esperienze di vita che lo mettono in contatto con la vita del suo proprietario laddove lo stesso abbia competenze per gestire adeguatamente la necessità di spazi e il soddisfacimento dei bisogni del suo cane.
Un percorso di educazione, secondo il mio punto di vista, dovrebbe fare solo questo a prescindere da tutto quello che gira intorno.
Mettere cane e conduttore nella condizione di vivere insieme rispettandosi a vicenda, rispettando le necessità dell’altro e i bisogni di chi vive accanto a lui in un equilibrio mutevole che parla di consapevolezze, competenze e più che buonsenso direi voglia di avere una relazione matura o almeno che miri a quel fine ultimo, rispettando un solo punto.
Nessuna relazione è matura se parla di necessità di non stare solo.
Ogni essere è completo prima davanti a sé stesso e poi nel suo completamento con un anima affine.

 

Alessandro Junior